Paolo Barbaro

Impulsi

In questo lavoro, svincolato da una progettazione lineare, il fotografo si lascia guidare dall’istinto, unendo alla ripresa d’impulso l’elaborazione automatizzata tipica delle applicazione dell’iphonegraphia. E’ un progetto libero da condizionamenti tecnici e compositivi, che diviene gesto liberatorio.
“Al moltiplicarsi di luoghi, di situazioni, di generi, sembra sovrapporsi la proliferazione degli strumenti: il foro stenopeico che fa apparire il fantasma della realtà, la Polaroid che colora di Pop la pietra antica e invita alla manipolazione, la pellicola graffiata, poi un bianconero drammatico come da Rollei con il filtro rosso; i tempi dilatati e l’istante rubato, il tono alto e i colori candeggiati e poi la saturazione acida delle cromie.
E’ un labirinto da cui non sappiamo davvero venir fuori, e ogni quadro induce l’attesa di una sorpresa ulteriore.
Chi guarda, però, ne chiede altri, vorrebbe continuare il gioco, si spera non finiscano
mai.”
Paolo Barbaro